
Molti proprietari di immobili si pongono attualmente la domanda: vale ancora la pena installare un impianto fotovoltaico? Calo delle tariffe minime di ripresa dell'elettricità prodotta, nuove regole di mercato e prezzi dinamici dell’energia elettrica generano incertezza. Chi investe oggi vuole una pianificazione sicura e non certamente brutte sorprese.
La risposta è: sì, un impianto fotovoltaico conviene ancora. Tuttavia, oggi funziona in modo diverso rispetto a dieci o quindici anni fa. L’elettricità solare non dovrebbe più essere considerata un impianto su un tetto isolato, che produce quanto più possibile e immette tutto in rete. Oggi l’elettricità solare è parte di un sistema globale della casa – ed è proprio in questo che risiede l’opportunità economica.
La Svizzera si è posta l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. A tal fine è necessario elettrificare gradualmente i sistemi di riscaldamento e la mobilità. I riscaldamenti a olio e a gas vengono sostituiti da pompe di calore, mentre i veicoli a benzina e diesel da auto elettriche. Ciò significa naturalmente che il fabbisogno di energia elettrica aumenta. Al contempo, però, la produzione di elettricità deve essere decarbonizzata, ossia fare a meno delle energie fossili. Il fotovoltaico svolge quindi un ruolo fondamentale.
Per i proprietari di immobili si aprono nuove prospettive: chi elettrifica la propria casa può utilizzare direttamente l’elettricità solare autoprodotta, per il riscaldamento, l’acqua calda o la ricarica dell’auto elettrica. Ogni chilowattora che non deve essere prelevato dalla rete fa risparmiare denaro. Il consumo proprio diventa così il principale fattore di redditività di un impianto fotovoltaico, che oggi può essere ulteriormente incrementato grazie ai raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP) o alle comunità locali di energia elettrica CLE.
Naturalmente, la sfida è dovuto al fatto che l’elettricità solare non viene generata in modo costante. A mezzogiorno si produce molto, la sera poco e d’estate di più che d’inverno. Questa oscillazione dev’essere compensata dal sistema nel suo complesso. Oggi si occupa di questa funzione soprattutto l’energia idroelettrica essendo molto flessibile. Sempre più spesso, però, contribuiscono anche batterie di accumulo, pompe di calore regolabili e auto elettriche: rendono possibile l’acquisto di energia quando c’è molta energia solare e l’interruzione quando il consumo di elettricità supera la produzione.
Qui entrano in gioco tariffe dinamiche, autorizzate dal 1° gennaio 2026 e già offerte da alcuni gestori della rete di distribuzione. Queste tariffe garantiscono che i prezzi dell’energia elettrica e le tariffe per l'utilizzo della rete possano variare nel tempo. Quando c’è molta elettricità solare, i prezzi sono più bassi. Aumentano, al contrario, quando la domanda è elevata. Per le economie domestiche flessibili ne deriva un vantaggio: chi ricarica la propria auto elettrica durante il giorno o controlla in modo mirato la pompa di calore beneficia di prezzi convenienti e allo stesso tempo riduce il carico sulla rete. Le tariffe dinamiche non sono quindi un rischio, ma uno strumento che premia la flessibilità.
Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore nuove regole anche per l’immissione di elettricità in rete. I gestori di rete devono continuare a ritirare e rimunerare l’elettricità. Se, tuttavia, non viene stipulato un accordo individuale, d’ora in poi viene applicato il prezzo di mercato medio trimestrale a protezione del produttore dalle oscillazioni di prezzo a breve termine. Inoltre, per gli impianti con potenza inferiore a 150 kW sono previste rimunerazioni minime, così che gli investimenti classici possano essere ammortizzati nel corso della loro durata di vita. Per le case unifamiliari private questo rappresenta un’importante protezione.
Sempre dal 1° gennaio 2026 è possibile un altro aspetto che diventerà sempre più importante in futuro: la flessibilità. Chi può controllare il proprio consumo o la propria immissione possiede un valore che può essere utilizzato o venduto per contratto, ad esempio ai gestori di rete o agli aggregatori. Possono così essere previste tariffe ridotte per l’utilizzazione della rete o tariffe di ripresa supplementari. In passato queste fonti di reddito non esistevano.
A partire da gennaio 2027, in Svizzera viene introdotto il modello di prezzo orario del mercato, che si basa sulla domanda e sull’offerta della borsa elettrica. Il prezzo dell’elettricità cambia ogni ora e per l’area di mercato Svizzera viene pubblicato in borsa il giorno precedente (day-ahead). La rimunerazione viene quindi corrisposta in base al valore effettivo dell’elettricità al momento dell’immissione. Questo modello sostituisce gradualmente le vecchie medie trimestrali per la rimunerazione dell’elettricità solare e promuove il consumo proprio mirato o l'accumulo. In alcuni casi il modello è stato introdotto anticipatamente.
La redditività di un impianto fotovoltaico si basa quindi oggi su diversi pilastri: consumo proprio elevato, controllo intelligente, integrazione di termopompa e mobilità elettrica, garanzia tramite rimunerazioni minime e utilizzo di tariffe dinamiche, se disponibili. Il semplice sistema di immissione con rimunerazione fissa è un modello obsoleto, mentre il sistema energetico intelligente della propria casa rappresenta il modello del futuro.
La vera domanda non è quindi se il fotovoltaico valga ancora la pena, ma come integrarlo in modo ottimale nel (proprio) sistema energetico. Chi considera l’elettricità solare come parte di una strategia globale crea non solo vantaggi ecologici, ma anche stabilità economica. L’investimento diventa quindi meno una scommessa sul prezzo dell’energia elettrica e più un elemento fondamentale per l’indipendenza a lungo termine e la sicurezza di pianificazione.










